Antonio Colombo - Cinelli Laser 1984

La Nostra Storia

La ditta Cinelli venne fondata nel 1944 da Cino Cinelli, ex corridore professionista, vincitore tra il 1937 e il 1943 di molte importanti competizioni ciclistiche tra cui il Giro di Lombardia nel 1938, la Tre Valli Varesine nel 1940, i Campionati Italiani nel 1941 e la prestigiosa Milano-Sanremo nel 1943.  

Cino Cinelli era un perfezionista ostinato e in soli 20 anni la sua azienda divenne leader nella produzione e vendita di manubri e attacchi manubrio per le bici da corsa.

Cino ha commercializzato la prima sella con lo scafo in plastica, la famosa Unicanitor ed è suo il brevetto dei primi pedali da corsa senza gabbiette della storia del ciclismo. Egli costruì con Luigi Valsasina il mitico telaio Supercorsa, vero e proprio oggetto di culto, prodotto unico nella storia ad essere ancora in produzione dopo quasi 70 anni.

Nel 1978 Cino Cinelli vende la sua attività al giovane industriale Antonio Colombo, presidente della Columbus Tubi, azienda leader mondiale nella produzione di tubazioni in acciaio. Antonio Colombo vede nei prodotti Cinelli la perfezione tecnica del mezzo di trasporto più efficiente ed elegante mai creato prima. Il suo obiettivo diviene quindi quello di comunicare questa perfezione utopica al grande pubblico. Il design il suo principale strumento.

 

Nei successivi 30 anni Colombo rese i prodotti Cinelli contemporanei, coraggiosi e artistici, unendo, per la prima volta nella storia del ciclismo, competizione, design e lifestyle, sviluppando prodotti innovativi come il Rampichino, la prima mountain bike europea e la prestigiosa Laser, ineguagliata protagonista di molteplici vittorie. Seguì la Passatore, la prima Gravel della storia, simbolo indiscusso di un'autentica predisposizione all'innovare.

Antonio Colombo con Steve Jobs - Aspen 1989

Jobs in Italia per cercare un distributore Macintosh visitò la sede Cinelli e volle per lui una Supercorsa rossa.

Cino Cinelli

CINO Cinelli - Le origini

Cino Cinelli è il settimo di dieci figli, sette maschi e tre femmine. Nasce il 9 febbraio 1916 in una casa di campagna a Montespertoli, un piccolo comune italiano alle porte di Firenze. Il padre, un piccolo proprietario terriero con limitate risorse economiche, non era in buoni rapporti con i fascisti al potere e nemmeno con i comunisti dell'opposizione. Ciò portò a una vita non facile con continui cambi di residenza nella provincia fiorentina.  

Cino e i suoi due fratelli maggiori Arrigo e Giotto, classe 1913 e 1915, erano soliti fare tutti i giorni diversi chilometri in bicicletta per andare a scuola a Firenze. La loro natura competitiva trasformò quello che avrebbe dovuto essere uno spostamento di routine in una quotidiana gara ciclistica. Arrigo e Giotto, contro i desideri del padre, iniziarono a partecipare alle gare amatoriali locali.

1935 Colli Fiorentini - Cino con Giotto vincitore

Nel 1936 Giotto Cinelli entra nella squadra professionisti Maino e successivamente nel 1937 corre per la Bianchi. Giotto corre come professionista indipendente dal 1938 al 1940 mentre Arrigo dal 1936 al 1938.

Anche il giovane Cino nonostante la sua esile costituzione fisica avrebbe voluto correre, ma la realtà economica familiare non lo rendeva possibile e dovette così lasciare gli studi per cercare lavoro. Pertanto, nel 1930, a soli 14 anni, Cino iniziò a lavorare come aiutante in uno studio medico e si guardò bene dal dire che avrebbe voluto diventare un ciclista.

Cino si accontenterà di sognare seguendo con ammirazione l'attività ciclistica dei fratelli Arrigo e Giotto, fino a quando un giorno, in sella ad una bici per lui troppo grande, incrociando un’automobile su una delle tipiche strade sterrate della zona, fece una manovra maldestra e, perdendo il controllo del mezzo, causò un incidente con la vettura.

Il conducente, assicuratosi che il ragazzo non si fosse fatto nulla di grave, gli suggerì di fare più attenzione e gli diede del denaro per riparare la bicicletta. Con il più che generoso risarcimento, Cino fece riparare la bicicletta del padre e, non solo, finalmente potè comprare la tanto desiderata bicicletta da corsa.

 

Dopo qualche tempo, Cino smise di lavorare nello studio medico per iniziare un nuovo impiego in una piccola casa editrice. Qui ebbe modo di formare la sua cultura con la lettura dei libri consigliati dal suo nuovo capo che incoraggiò anche le aspirazioni sportive di Cino.

Appassionato più che mai alle due ruote, Cino inizia, come i suoi fratelli, a partecipare ad alcune gare amatoriali dimostrando una grinta innata. Nel 1931 si classifica secondo davanti ad un promettente ragazzo fiorentino destinato a diventare un grande campione: Gino Bartali. Negli anni seguenti, Cino continua a lavorare sodo e a leggere libri, cosa che gli permette di fare carriera all'interno della casa editrice. Nel frattempo, le sue gambe pedalano forte e ottiene ottimi risultati nel ciclismo amatoriale: tra il 1934 e il 1936 vince la Coppa Tortelli, la Coppa Olmo, Il Giro dei Colli Fiorentini e la Coppa Peretola. 

Il fratello Giotto era un ciclista particolarmente bravo e per Cino, che lo ammirava molto e ne era orgoglioso, era una guida.

Giotto Cinelli

1937 Cinelli vince il giro dell'Appennino

Nel 1937, la Casa Editrice per la quale Cino lavora cambia il suo assetto direttivo. Cino viene convocato perché è richiesto a tempo pieno e permessi o tolleranze verso gli impegni sportivi paralleli al lavoro non gli sono più concessi. Cino, a 21 anni, si trova davanti ad un bivio: continuare la sua carriera d’impiegato e abbandonare le due ruote o rinunciare allo stipendio certo per inseguire il sogno di diventare un ciclista professionista, senza certezze, senza soldi, senza sponsor.

Non è facile decidere, ma lo sguardo di intesa di Giotto sarà determinante per Cino che sceglie di dare anima e corpo nel suo più grande sogno. In quello stesso anno, vince da professionista indipendente La Coppa Pro Radio, la Coppa Ciano, la Coppa Menabuoni e altre due competizioni particolarmente importanti: La Coppa Andrea Boero e il Giro dell’Appennino, riscuotendo così oltre ai consensi del pubblico anche i suoi primi premi in denaro.

 

I tecnici, ormai, lo osservano da tempo e, nel 1938, Cino Cinelli viene ingaggiato nel team Frejus.

1937 Cino Cinelli Vince la Coppa Boero

Il 1938 è un anno molto importante: Cino vince le tappe Rieti-Roma e Ascoli Piceno-Ravenna del Giro d’Italia posizionandosi al 12° posto della classifica finale, la tappa Messina-Palermo al Giro dei Tre Mari e La Coppa Bernocchi a Legnano; al Giro di Lombardia, Cino si ritrova ancora una volta ruota a ruota con il suo rivale più importante: la stella nascente Gino Bartali. La gara è agguerrita e, ancora una volta, è Cino ad avere la meglio e a portare a casa la vittoria in 6 ore e 38 minuti estenuanti, il 23 ottobre al Vigorelli di Milano. Cinelli e Bartali saranno sempre vicini, amici e colleghi molto competitivi tra loro.

Cino Cinelli, Giro d'Italia 1938

Cino Cinelli, Giro di Lombardia 1938

Cino Cinelli, Giro dei tre mari 1938

dal Guerin Sportivo 1939

Il 1939 è il suo secondo anno con la maglia del team Frejus e mercoledì 8 marzo Cino taglia il traguardo del Giro di Campania da vincitore, ancora una volta davanti a Bartali e Rimoldi.

Cino è primo anche alla Coppa Carbone di Savona e alla Spezia-Sanremo, vince il Giro della Provincia di Torino in coppia con Giovanni Valetti.

Il 30 aprile conquista la terza tappa del Giro d’Italia Genova-Pisa (187 km): è Maglia Rosa e la conserverà fino alla 9a tappa del 7 maggio in cui otterrà il 9° posto in Classifica Finale. 

1939 Giro della Prov. di Torino con Valetti.

1939 Cino in un momento di relax con l'amico Alfredo Martini

Mentre Cino inizia brillantemente la sua carriera di corridore professionista, il fratello Giotto, appassionato di meccanica, avvia una sua produzione di manubri e attacchi manubrio.

Nel 1940 con il fratello Arrigo fonda la "Cicli Giotto Cinelli S.r.l." con sede a Firenze; i loro prodotti sono personalizzati con logo e stemma "Cinelli-Firenze". 

Nel 1940, Cino cambia maglia e inizia la sua carriera con il Team Bianchi. L’Italia è prossima ad entrare in guerra ma, reputate una distrazione per il popolo, le corse ciclistiche, seppur con molte limitazioni, continuano.

 

Cino correrà con la maglia celeste per quattro anni, vincendo il Trofeo Balbo, il Giro del Piemonte e la Tre Valli Varesine nel 1940, il Trofeo Rieti nel 1941 e la Criterium di Napoli nel 1942.

1940 Cino Cinelli vince La Tre Valli Varesine

Sono gli anni del secondo conflitto mondiale e Cino è, di fatto, un soldato ma viene selezionato nella squadra di stato e, quindi, autorizzato ad allenarsi e a partecipare alle gare, dove si classifica 6° al Giro d’Italia del 1943 detto “Giro di Guerra”. 

 

Il Giro, sospeso nel 1941 a causa degli avvenimenti bellici, fu riproposto nel 1943 attraverso la formula della classifica a punti assegnati secondo gli ordini di arrivo delle dieci prove in palio. Il primo in classifica indossava la Maglia Rosa. Dopo quattro prove il Giro fu però sospeso a causa dei fatti che portarono quell’estate alla caduta del fascismo.

La prima tappa del Giro di Guerra fu la Milano-Sanremo del 19 marzo 1943. Cino Cinelli con il tempo di 8 ore e 6 minuti taglia per primo il traguardo davanti al compagno di squadra Servadei e conquista la Maglia Rosa vincendo con la media di 35,95 km/h.

 

La Milano-Sanremo del 1943 è, a detta dello stesso Cino Cinelli, la vittoria più grande di tutta la sua carriera: una gara estenuante e interminabile per un percorso totale di 281,5 Km. Tuttavia, Cino è lucido e veloce, più macina chilometri e più si sente forte.

Passato al Team Benotto, il 29 giugno del 1944, Cinelli vince la Milano Campo dei Fiori in ex aequo con Antonio Covolo. In quella stessa estate, passa in forza alla squadra US Azzini ma, poco dopo, prende la decisione di ritirarsi per sempre dalle competizioni e dedicarsi ad una nuova vita. 

CinellI & C.MILANO

1945 Cino Cinelli con Bizzi

Lasciate le corse, Cino inizia a seguire con maggiore attenzione gli sviluppi lavorativi del fratello Giotto e, in quello stesso 1944, avvia a Milano la Cinelli & C., una società di marketing e vendita senza produzione. Cino, oltre ad occuparsi della commercializzazione dei manubri e degli attacchi prodotti dai fratelli, diventa rappresentante per la Lombardia del marchio di biciclette “Benotto”, azienda per la quale aveva corso fino a qualche mese prima.

Durante la sua carriera di ciclista, Cino si era sempre interessato del lato meccanico delle sue biciclette, aveva analizzato le varie problematiche in cui si era ritrovato coinvolto durante le competizioni più critiche ed era convinto che la tecnologia a riguardo si potesse ampiamente migliorare. Da qui la decisione di studiare e approfondire maggiormente le sue conoscenze tecniche.

Nel 1946, Cino Cinelli compie 30 anni, è ancora fisicamente molto allenato ed esige testare di persona i prodotti che lui stesso vende. I suoi clienti sono per lo più le Federazioni e i Club, cosa che lo porta ad espandere le sue relazioni interpersonali nell’ambito politico del Ciclismo italiano. Dopo quasi 10 anni, trascorsi nell'ambiente del Ciclismo, Cino ne conosce tutti i principali protagonisti: aziende, organizzazioni, tecnici e naturalmente ciclisti.

La tutela dei corridori è un tema particolarmente importante per Cino che con gli amici Fausto Coppi e Gino Bartali, decide di fondare l'A.C.C.P.I. (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani) per rappresentare l'interesse del ciclista nella Federazione Italiana Ciclismo, così come nella Federazione Sportiva Italiana (CONI).

Cino è stato il presidente dell'associazione per ben 24 anni.

Nel maggio del 1946, compare sulla Gazzetta dello Sport la pubblicità dell'imminente inizio della vendita delle biciclette Cinelli, che, prodotte a Firenze, saranno commercializzate dalla Cinelli & C. con ufficio e magazzino a Milano in Viale Monza, 10. La loro produzione con marchio Cinelli Firenze durò dal 1946 al 1948.

1946 Cino Cinelli esamina una bici 

La Cinelli & C. è stata la prima azienda italiana specializzata nella distribuzione di accessori per bici da corsa. I rinomati manubri e gli attacchi erano il punto di forza della ditta Cinelli rappresentando circa l'80% delle vendite. 

Nei primi anni, lo staff aziendale comprende Cino, sua moglie Hedi, due aiutanti d’ufficio e quattro assemblatori. 

 

La moglie, Hedi Matter, è in gran parte responsabile del successo di Cinelli fuori dall'Italia, poiché è lei che avvia e mantiene i contatti con tutti i clienti stranieri. Hedi, infatti, di nazionalità Svizzera, parla fluentemente italiano, tedesco, francese e inglese. I due iniziarono a frequentarsi quando Cino correva. Ai tempi, il padre della ragazza non reputava Cino un “buon partito” per la figlia. Infatti, durante le visite del giovane campione presso la loro casa in Svizzera, era solito domandargli quale fosse il suo vero mestiere scuotendo il capo ogni volta. Finchè un giorno Cino rispose: “Sono un imprenditore”. Fu solo allora, con grande soddisfazione, che il fidanzamento con Hedi venne ufficializzato.

Lo stemma di Cino Cinelli presenta un elmo da cavaliere ispirato a quello che il padre teneva in casa. Da un lato c'è un giglio rosso, il simbolo della Firenze natia di Cino, e dall'altro un serpente verde, il simbolo della sua Milano adottiva. In principio era una placchetta in ottone argentata e colorata con vetro fuso (lavorazione Cloisonnè). In seguito, sostituita da una colorata a smalto, veniva applicata nella classica posizione frontale del tubo sterzo. Inoltre, nei primi anni, c'era un altro distintivo più piccolo sul tubo verticale. Lo stemma frontale, a differenza dell’altro, presenta la scritta "MARCA DEPOSITATA" nella parte inferiore.

Nel 1947, Cino assume Luigi Valsasina, il telaista del Reparto Corse Bianchi. Egli costruiva i telai delle bici di Cino quando correva per il team Bianchi, così come quelle di Fausto Coppi a partire dal suo arrivo in squadra nel 1946 fino ai primi mesi del 47. 

     Luigi Valsasina era l'unico responsabile di tutta la produzione di telai Cinelli e veniva aiutato da un certo numero di operai. Nei primi anni, la produzione media era di circa 250 pezzi all'anno tra telai e bici complete.

Nella primavera del 1947 compare per la prima volta, in una pubblicità sulla Gazzetta dello Sport, il nuovo logo con il classico scudo Cinelli. Si menziona, come stabilimento di produzione, l’officina F.A.C.T.A.M. (Fabbrica Accessori Ciclo Telai Artistici Milano),

con sede in Via Eustacchi, 30 a Milano.

Luigi Valsasina, (per un errore venne registrato all'anagrafe con la doppia "s" e quindi per molti è conosciuto come Luigi Valsassina).

Il 29 novembre 1947,

presso i saloni del

Palazzo dell'Arte di Milano,

la ditta Cinelli fa il suo debutto

alla prestigiosa

fiera del Ciclo e Motociclo.

 

Lo stand Cinelli è sobrio.

Vengono esposte sei biciclette

oltre alla serie completa

di manubri e attacchi manubrio.

Alla ditta Cicli Giotto Cinelli  viene assegnato un brevetto per gli attacchi manubrio. Verso la fine dell'anno, Giotto e Arrigo vendono le loro azioni e la proprietà intellettuale della Cicli Giotto Cinelli a Cino, mentre Arrigo conserva il diritto di servire alcuni clienti di motociclette ed evadere gli ordini in lavorazione.

Questi ordini vengono spediti con marchio “Arrigo Cinelli Firenze” e continuano per circa 5 anni.

 

Al momento della vendita delle quote, i macchinari di produzione vengono spediti da Firenze a Milano e vengono quasi immediatamente messi in funzione. Pertanto, si può considerare il 1948 come il primo anno di effettiva produzione a Milano nella ditta fondata da Cino Cinelli.

 

Giotto continuerà a gestire con successo una società di stampaggio di materie plastiche ad iniezione, la Elettroplast, di proprietà del suocero.

Nel 1951, Cinelli realizza il prototipo di un nuovo telaio Speciale Corsa.

La forcella progettata per strade lisce ha la testa molto inclinata, le congiunzioni sono interne e i foderi sono più corti, più rigidi e di sezione ovale per aumentarne l'aerodinamica. Il reggisella ha un nuovo sistema di sgancio e la scatola del movimento centrale è realizzata in fusione da Georg Fischer in Svizzera. I tubi del triangolo principale sono di Reynolds 531, i foderi della forcella, i posteriori verticali e quelli orizzontali, invece, sono di produzione Columbus Tubi.

 

In un primo momento, Valsasina non è pienamente d'accordo con Cino sul progetto, ma dovrà ricredersi quando, una volta terminata la nuova bicicletta, soddisferà totalmente le aspettative riscuotendo una critica più che positiva da parte del grande campione e amico Fausto Coppi.

Cino Cinelli e Fausto Coppi

Il Modello S.C. (Speciale Corsa) entra così definitivamente in produzione e, quasi senza modifiche, diventerà negli anni il modello più iconico e longevo della storia delle Biciclette di tutti i tempi.

La Società Sportiva U.S. Internaples, nella quale corre il giovane Mimi Milano, è una delle prime squadre cicliste ad utilizzare la nuova Cinelli.

Il modello “Speciale Corsa nella versione Lusso” ha la forcella cromata così come le congiunzioni Malaguti. La personalizzazione prevede quattro anelli cromati sul tubo verticale, la scritta "CINELLI" sul tubo obliquo, lo stemma in metallo sul tubo frontale e la decalcomania dello stemma sul tubo verticale. I primi esemplari montano il cambio Campagnolo Corsa, poi il Campagnolo Paris-Roubaix, e infine anche il Campagnolo Gran Sport.

 

Il giorno 8 novembre 1951, la pubblicità dell’Earls Court Show di Londra presenta il modello Cinelli S.C. Lusso, il modello B "Roma" e il modello C (che poi diventerà modello "Riviera"). Nel 1952, sulla rivista Motor Cycle & Cycle Trader, appare la pubblicità di un telaio Cinelli S.C. con gli attacchi delle leve del cambio saldati sul tubo obliquo e i forcellini predisposti per l’uso del deragliatore posteriore Simplex "Tour de France".

 

Durante gli anni 50, le relazioni d’affari tra la Cinelli & C. S.r.l. e la Columbus Tubi, azienda italiana fondata nel 1919 da Angelo Luigi Colombo, danno vita ad una collaborazione importante portando Cinelli a diventare l’unico rappresentante commerciale di Tubi Columbus in tutto il mondo.

1951 Mimi Milano

U.S. Internaples

Nel 1953, Cinelli mette in produzione il Modello S.L. "Super Lusso", una bici da città, personalizzata con il prezioso stemma Cinelli “Cloisonné” sul tubo dello sterzo. La testa della forcella è piena, le congiunzioni sono Malaguti cromate; mozzi, parafanghi, carter, guarnitura, sella, campanello e attacco manubrio sono personalizzati Cinelli.

In parallelo all'attività di imprenditore, Cino Cinelli presenzia alle riunioni dell'Associazione Corridori con Coppi e Bartali. La sua esperienza e posizione lo portano ad essere un potenziale fornitore qualificato e stimato dalle massime realtà sportive Italiane ed Estere.

 

Tra il 1955 e il ‘59, Cinelli fornisce le bici da pista alla nazionale italiana. Le biciclette sono contrassegnate dalla sigla "UVI" sulla parte alta dei foderi verticali; hanno congiunzioni Malaguti e, in alcuni esemplari, la testa della forcella cromata.

Cinelli SC 1950 Cinelli
 

Nel 1958, Cinelli inizia a commercializzare i primi cinghietti fermapiede moderni, il cosiddetto modello “Binda”. Inventati dal meccanico del campione di Cittiglio (Varese), Ugo Bianchi, furono migliorati dal figlio Dino. La qualità della pelle e il corpo della fibbia in acciaio inossidabile, oltre al rullo di bronzo, hanno reso il prodotto leader nel mercato fino all’introduzione dello sgancio rapido, oltre trent’anni dopo.

 

Nel 1959, Tommaso Nieddu, di Torino, contatta Cino Cinelli per proporgli una collaborazione in relazione all’idea di produrre una nuovissima sella in plastica. Cino presenta in anteprima la sella Unica-Nitor al Salone del Ciclo e Motociclo di Milano.

Per le Olimpiadi di Roma del 1960, il Comitato olimpico equipaggia l'intera squadra italiana di ciclismo su pista con Biciclette e Tandem Cinelli. L’Italiano Luigi Arienti, assieme ai compagni di squadra Vigna, Vallotto e Testa, vince la medaglia d'oro nella gara di inseguimento a squadre, superando la selezione tedesca e quella sovietica. Inoltre, viene insignito della speciale onorificenza Collare d’Oro al merito sportivo. Gagliardoni vince la finale di velocità e il Km da fermo. Oro anche nel Tandem per gli azzurri Bianchetto e Beghetto. Cinelli vince la medaglia d’oro anche su strada con il sovietico Viktor Kapitonov.

(i video nel nostro canale Youtube)

Durante la manifestazione olimpica Cino Cinelli e Tullio Campagnolo condividono uno stand per pubblicizzare i loro prodotti. Per la grande amicizia i due non furono mai in concorrenza, al contrario collaborarono spesso su progetti comuni.

Nel 1961 vengono prodotti alcuni esemplari di Cinelli S.C. con la personalizzazione “Cinelli Monza” sul tubo obliquo.

La squadra Italiana capitanata da Luigi Arienti

su Cinelli alle Olimpiadi di Roma 1960

Viktor Kapitonov

Viktor Kapitonov

con Livio Trapè

Attorno al 1961, Campagnolo produce per Cinelli un mozzo bivalente in alluminio, mono pezzo con filetto in acciaio, e Regina realizza una speciale ruota libera dedicata. Le bici così equipaggiate permettono di montare le ruote sia davanti che dietro indistintamente e vengono prodotte quasi esclusivamente per il mercato americano. Il progetto verrà poi abbandonato verso la fine degli anni 60.

Nel 1962, dopo essersi consultato con il fratello Giotto, che ormai da molti anni ha esperienza nello stampaggio di materie plastiche, Cino decide di entrare in società con Nieddu per la produzione della sella in plastica. La prima versione prodotta aveva la forchetta in acciaio a sezione quadrata e venne quindi realizzato anche un reggisella in acciaio appositamente dedicato. In seguito la forchetta diventerà a sezione tonda in modo da potersi utilizzare con tutti i reggisella standard prodotti dalle altre aziende. In principio le selle si chiamavano "Unica" ma il nome Unica era già un marchio registrato, Cinelli decise quindi di unire "Unica" con l'acronimo "Nitor" (Nieddu, Torino) e nacque così "UNICANITOR". La prima sella con scafo in plastica della storia del ciclismo verrà usata da tutti i più grandi campioni, compresi Felice Gimondi e Eddy Merckx.

Il catalogo di Ron Kitching “Everything Cycling” del 1963 presenta come di consueto la gamma di telai Cinelli importati nel Regno Unito.

I modelli inseriti erano: Corsa, Super Corsa, Pista e Riviera.

Alla fine degli anni '60, in oltre 200 pagine di informazioni dettagliate, il catalogo inglese veniva considerato un'enciclopedia del ciclismo.

"Everything Cycling" catalogo di Ron Kitching,

le pagine dedicate a Cinelli (visibili nella sezione Cataloghi del sito).

Nel 1963, Cinelli che, fino ad allora utilizzava i tubi Columbus

solo per le forcelle e i foderi, decide di sostituire i tubi Reynolds 531, utilizzati per il tubo verticale, orizzontale, obliquo e sterzo, 

con i tubi Columbus mod. SL (Strada Leggera). Da allora, tutti i telai Cinelli verranno costruiti esclusivamente con tubi prodotti dalla Columbus. Sempre nel 1963, Cino, anche se non totalmente convinto, decide di adeguarsi al mercato e presenta la nuova linea manubri e attacchi manubrio in alluminio. Nonostante la gamma presentata sia di altissima qualità, Cino continuerà a consigliare l'uso dell'acciaio per le competizioni in pista.

Per le Olimpiadi di Tokyo del 1964 il Comitato olimpico equipaggia l'intera squadra di ciclismo su pista giapponese con biciclette e tandem Cinelli.

 

Anche nel 1968, per le olimpiadi di Città del Messico, il Comitato Olimpico sceglie le biciclette Cinelli per equipaggiare la squadra messicana.

 

Il 10 ottobre 1968 Ole Ritter stabilisce il Record dell’ora (48,653 km) con una Cinelli Supercorsa, personalizzata con il logo del suo sponsor Benotto. Questo fu il primo Record dell’ora stabilito con una Cinelli.

(guarda il video qui)

 

Durante la fine degli anni 60 comincia la produzione delle nuove Cinelli Super Corsa con congiunzioni alleggerite, riconoscibili per i tre fori, mentre il ponte del freno viene abbassato per poter alloggiare i nuovi freni Campagnolo Record.

Nel 1970, la produzione è di circa 600/700 telai all'anno. Vengono creati i tre fori di alleggerimento anche nella corona della forcella.

 

Il 1970 è un anno importante, Cinelli presenta il primo pedale a sgancio rapido della storia del ciclismo che si chiamerà M71. L'innovativo pedale si compone di una piattaforma a slitta realizzata in acciaio cromato e una placca d’innesto in alluminio da fissare alla scarpetta. In totale vennero prodotte quattro generazioni di pedali M71 ancora presenti nel catalogo del 1983.

 

Sempre di quest’epoca è la rimozione dai forcellini degli occhielli per gli attacchi dei parafanghi dalla maggior parte delle Super Corsa. Inoltre, vengono saldate sulla scatola del movimento centrale le guide Campagnolo per i cavi di cambio.

 

Nel 1971, viene presentata la seconda generazione dei pedali a sgancio rapido M71, ma la base è ora in alluminio e la placca da fissare alla scarpa è in plastica.

 

Tra il 1972 e il 1976, Cinelli produce in esclusiva per i fratelli Brügelmann di Francoforte una speciale edizione della S.C. denominata “Leggerissima”. Viene impiegata una speciale serie di tubi Columbus SL, Gialla dal tubo sterzo rosso con un particolare alleggerimento a sette fori della scatola del movimento centrale realizzata da Georg Fischer in ghisa sferoidale. Brügelmann è uno tra i principali rivenditori Cinelli d'Europa.

 

Il manuale del  C.O.N.I. "CICLISMO", edito nel 1972, è scritto da Cino Cinelli insieme agli ottimi coach italiani Rimedio e Costa. Pubblicato dalla FIAC e dalla Scuola Centrale Sportiva Italiana a Roma, è illustrato da Ottorino Mancioli.

Congiunzioni alleggerite 1968

48,653

Km/h

Ole Ritter 1968

Pedali a sgancio rapido M71

(1a Versione 1970)

S. C. Brügelmann

I fratelli Brügelmann

anni 50

Relativamente alla denominazione "Speciale Corsa" e "Super Corsa",

è necessario precisare che in realtà si tratta del medesimo modello. Infatti, negli anni 60, vennero prodotte delle nuove etichette

recanti la scritta "Speciale Corsa" anziché "Super Corsa" per via di un errore da parte dello stampatore che interpretò male le etichette degli anni 50 "Modello S.C." (abbreviazione di Super Corsa). Successivamente, negli anni 70, 

si stamparono nuovamente altre etichette ripetendo la dicitura

"Speciale Corsa" degli anni precedenti.

anni 60

anni 70

Nel 1973, Cinelli realizza una forcella particolarmente aerodinamica grazie ai nuovi foderi brevettati da Columbus. Con la sua finitura totalmente cromata, sarà un segno distintivo delle prestigiose Cinelli Super Corsa da strada.

 

Sempre nel 1973 termina la produzione del modello B e viene introdotto a Catalogo l'attacco manubrio Mod. 1/Record con un sistema di bloccaggio innovativo brevettato.

Nel novembre del 1974, Ole Ritter torna a Città del Messico, Cinelli prepara una nuova bici molto leggera e dotata di pedali a sgancio M71, Ritter non riesce a battere il record di Merckx del 72 ma, per ben due volte in una settimana, riesce a migliorare il suo record personale del 1968 (Km. 48,739 e Km. 48,879) dimostrandosi, a 33 anni, un ciclista ancora di altissimo livello.

Attorno al 1975, Cino Cinelli disegna una nuova bicicletta denominata modello “Ridotto” a cui vengono montate ruote da 26 pollici e pedivelle molto lunghe. Cino sosteneva che sarebbe stata la bici da strada ideale e che i ciclisti avrebbero tratto vantaggio dalla maggiore cadenza, conseguente all’uso di ruote più piccole, e dalla migliore leva fornita dalle pedivelle più lunghe.

 

Nel 1977, Cino comincia a concretizzare il pensiero di ritirarsi dall'attività.

 

Antonio Colombo, presidente della Columbus Tubi di cui Cino era agente, vede nei prodotti Cinelli la perfezione tecnica del mezzo di trasporto più efficiente ed elegante mai creato. Il suo obiettivo diventa, quindi, quello di rilevare la società per comunicare questa perfezione al grande pubblico utilizzando come strumento il design. 

1978 - LA NUOVA CINELLI DI ANTONIO COLOMBO

Nel 1978, Antonio Colombo entra in Cinelli come azionista di maggioranza e diventa l'effettivo successore di Cino Cinelli.

Negli anni immediatamente successivi, si perfezionerà il graduale passaggio totale delle quote azionarie. Nella nuova forma societaria sono azionisti anche Gianni Gabella e il figlio di Cino, Andrea Cinelli.

 

Nel 1979, Colombo commissiona il nuovo logo Cinelli a Italo Lupi, allora giovane architetto che negli anni disegnerà importanti loghi, tra cui quelli di Prada, Fiorucci e delle Olimpiadi di Torino.

Il logo di Cinelli fu tra i primi a distanziarsi completamente dalla tradizione araldica diventando il logo più imitato nella storia del ciclismo moderno.

CMX

Nel 1979, Cinelli presenta la nuova nata CMX, la più leggera BMX presente sul mercato. Il telaio, dotato di fazzoletti di rinforzo, è ad opera di Andrea Pesenti, un valido telaista che per anni aveva saputo specializzarsi e distinguersi per le saldature TIG. L'ottimo lavoro eseguito sulla CMX, porterà Antonio Colombo, ad affidare a Pesenti l'incarico di sviluppare il famoso progetto Laser.

Cinelli presenta la CMX in occasione del consueto appuntamento con il Salone del Ciclo e Motociclo di Milano, dove vengono esposte anche le immancabili Supercorsa. Tra queste spiccano il tandem e una versione tutta al femminile battezzata da Colombo: "Sophisticated Lady".

 

Bellissima e unica nel suo genere, la Cinelli Sophisticated Lady, diverrà qualche anno dopo protagonista di un'opera artistica, firmata da Occhiomagico, lo pseudonimo adottato da Giancarlo Maiocchi.

Giancarlo Maiocchi e il suo socio Beretta  collaboravano con lo Studio Alchimia, uno dei più importanti movimenti del Design Italiano fondato nel 1976 dai fratelli Adriana e Alessandro Guerriero, ai quali si unì poi Alessandro Mendini. Antonio Colombo, che ha sempre avuto una spiccata propensione per l’arte e il design, vede in Alchimia e, in modo particolare nello stile ludico, ironico e colorato di Mendini, un'ispirazione importante per la sua Cinelli relativamente a quel processo di innovazione creativa che vuole portare nel mondo delle due ruote.

il progetto LASER

Nel 1980, Antonio Colombo si trova in Giappone per visitare un'importante fiera di settore. Mentre osserva uno studio sulle prime biciclette aerodinamiche francesi, ha un'intuizione e disegna, su una rivista che ha con sé, delle curve all'interno degli angoli di congiunzione dei tubi del telaio.

 

Tornato in Italia, si confronta con Gianni Gabella e insieme danno il via al progetto incaricando per la realizzazione del primo prototipo il bravo telaista Andrea Pesenti.

A volte, una singola parola basta ad identificare un intero lavoro. "Laser" è oggi un termine comune, ma all'epoca, nel 1981, rimandava a qualcosa di inconsueto, misterioso. Significava velocità, movimento elettronico.

Su questo pensiero, Antonio Colombo decise che "Laser" era il nome perfetto per la nuova innovativa bicicletta Cinelli.

Presentata per la prima volta al pubblico nel 1981 durante l'inaugurazione del primo negozio di High-Tech a Milano, la Laser debutta ufficialmente a novembre di quello stesso anno per la 47ma Edizione del Salone del Ciclo e Motociclo.

 

Nei primi mesi del 1982, il progetto Laser rischia di non avere seguito ma, durante una riunione esaminando i nuovi disegni di Andrea Pesenti, Antonio Colombo commenta al Consiglio d'Amministrazione che non si sarebbe potuto smettere di realizzare dei telai così belli e unici al mondo.

Allora, il Direttore Marketing Cinelli era l'ex pistard professionista Luciano Fusarpoli che, sfruttando le sue ottime relazioni, contattò la Federazione Ciclistica Italiana per la presentazione della Nuova Laser. Mario Broccardo della F.C.I., intuendo immediatamente i potenziali vantaggi che la Laser poteva offrire, ordinò quattro esemplari per la Nazionale Juniores che si apprestava a partecipare ai Mondiali 1983 in Nuova Zelanda.

 

Colombo decide di costituire il "Laser Team", un gruppo di persone con ruoli e competenze specifiche. Oltre allo stesso Antonio Colombo, il Team è composto da Paolo Erzegovesi (Ingegnere di Columbus Tubi), Andrea Pesenti e un piccolo gruppo di collaboratori. Il risultato della nuova forte sinergia tra Columbus e Cinelli è immediatamente visibile. 

Il team iniziò a sviluppare quell'approccio filosofico alla produzione che avrebbe reso la Laser una vera e propria leggenda degli anni 80 e 90.

Tra i primi telai aerodinamici di sempre, le prime edizioni Laser erano realizzate con tubi Columbus AIR dal profilo a goccia. Le strutture scatolate, in acciaio al Cromo Molibdeno, erano sottili come un foglio di carta e il sofisticato sistema di irrigidimento eliminava completamente le maggiori flessioni sul piano trasversale rispetto ad un telaio convenzionale.

L’innovativo utilizzo della saldatura TIG sviluppato da Pesenti (tecnica fino ad allora sconosciuta al mondo delle biciclette da corsa e diventata poi con gli anni patrimonio comune), insieme all’applicazione dei “fazzoletti” di rinforzo saldati ai punti di congiunzione del telaio, permise un radicale riposizionamento della scatola movimento. Questo, oltre a rendere la bicicletta più rigida, rese possibile accorciarne il passo con evidenti conseguenti vantaggi, tra cui un deciso accorciamento del treno nelle cronometro di squadra. Quest’innovazione produttiva anticipò di molto una delle caratteristiche più importanti delle moderne biciclette in fibra di carbonio e resta tutt’oggi alla base del design della moderna Laser Mia.

La Cinelli Laser sarà la prima bicicletta della storia a vincere il premio Compasso d’Oro nel 1991. Vincitrice di ben 28 medaglie d’oro a Olimpiadi e campionati del Mondo, è esposta al Museo d'Arte Contemporanea di Chicago.

1985 Andrea Pesenti

1985 Italia vince i Mondiali

1985 Bassano velodrome (Italy) World Hour Record by Hans Ørsted

IL GRAN CICLISMO

Nel 1981 in Via Folli a Milano di fianco alla sede del quartier generale Cinelli, nasce il primo di una catena di tre negozi denominati "Il Gran Ciclismo". Gli interni erano ad opera di Franco Raggi e lo slogan "Sport, Passione, Mania" riconduceva al nuovo concetto, per cui, la bicicletta non si configurava solo come competizione sportiva ma, anche, svago. Per questo motivo, è possibile identificare il negozio Cinelli in un "Concept Store".

 

"Il Gran Ciclismo" offriva idee e prodotti non comunemente presenti nei classici negozi di biciclette. Era un luogo in cui ritrovarsi, dove interagire, confrontarsi e dar luogo a iniziative nuove. Negli anni di attività, per dare sfogo al dialogo aperto e creativo, si vendettero anche articoli non necessariamente attinenti all'ambito ciclistico.

Nel 1981, Cinelli presenta un modello esclusivo a tiratura limitata della leggendaria Supercorsa: la Golden Black.

 

Per esaltare la bellezza di una delle bici più iconiche della storia, Colombo decide di realizzarla totalmente nera con vernice lucidata a specchio e parti in Oro a 18k.

KEITH HARING

Mentre il Laser Team lavora con entusiasmo sul gioiello di casa Cinelli, Salvatore Ala, noto gallerista, inaugura a Milano nel giugno 1984 la prima personale di Keith Haring in Italia. 

 

Antonio Colombo, appassionato d’arte contemporanea, visita la mostra e decide di acquistare un’opera particolarmente grande ed importante. Il gallerista è titubante dal momento che Antonio Colombo è molto giovane per essere nel target della galleria ma, verificato il reale interesse e la concreta possibilità di acquistare il quadro, Salvatore Ala presenta Colombo a Keith Haring e la vendita viene formalizzata. In quei giorni entrano in galleria anche Elio Fiorucci e il suo Art Director che gli propone di ingaggiare Keith Haring per un progetto artistico assolutamente innovativo: svuotare totalmente il negozio Fiorucci di San Babila e trasformarlo per due giorni nel laboratorio del giovane pittore e writer statunitense. Haring non è molto convinto e sarà Andy Warhol, che aveva promosso la sua rivista Interview nel negozio Fiorucci di New York, a consigliare ad Haring di accettare.

 

Dunque, Keith Haring torna a Milano per una performance senza precedenti e, aiutato dal suo assistente, lavora due giorni e due notti per trasformare il negozio Fiorucci di Galleria Passarella in un’opera d’arte. Pareti e mobili del negozio vengono "rivestiti" con la sua creatività. È in questa occasione che Antonio Colombo e Keith Haring si ritrovano e parlano di arte e biciclette. Dal momento che, in Cinelli, si stava sviluppando il progetto della famosa “Rampichino”, Haring esprime il desiderio di averne una e Antonio Colombo, felice di accontentarlo, manda, non appena pronta, una delle prime mountain-bike italiane a New-York. In cambio, l’artista dipingerà una bici per lui. 

 

Nel 1985, vengono realizzati tre esemplari di Laser per il Record dell’ora di Hans Ørsted a Bassano ed è una di queste tre bici che verrà poi inviata a New-York per la preziosa personalizzazione. Unica al mondo, è il ricordo di una amicizia molto bella e troppo breve.

Antonio Colombo in una recente immagine con il suo Keith Haring

Un grazie speciale agli entusiasti amici di Cinelli Vintage: John Barron, Steven Maasland, Chuck Schmidt.

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