supercorsa

TIME - LINE  Catalogue

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Cinelli Speciale Corsa

MOD. A - MOD. S.C. - SPECIALE CORSA - SUPERCORSA

Si leggono diverse interpretazioni in rete in riferimento al nome, ma la realtà è molto più semplice.

Tutti i vari nomi utilizzati si riferiscono al medesimo modello e alla stessa bicicletta.

In principio, potremmo dire che una certa classificazione in uso nominava il modello top di gamma Mod. A (Super Corsa) per differenziarlo dai due modelli meno prestigiosi Mod. B (Corsa) e Mod. C (Riviera).

Nel tempo, la Super Corsa  con etichetta "Mod. S.C." è diventata "Speciale Corsa" per un errore del fornitore delle etichette (anni '60) che aveva male interpretato l'abbreviazione S.C. Oggi le etichette sbagliate si sarebbero buttate via, ma erano altri tempi. Infatti, risarcito l'errore con uno sconto, le etichette vennero utilizzate. Quindi, quelle sbagliate dettarono legge e, in una successiva edizione e ne vennero volutamente prodotte di nuove "Speciale Corsa" (anni '70). "Super Corsa" divenne infine un nome, una parola sola: "Supercorsa".

Cinelli 1952

1951

Non è possibile dire con esattezza quando sia nata la bicicletta più longeva della storia, ma, per certo, nel 1951 Cino Cinelli lavorò insieme a Luigi Valsasina ad un prototipo di bici per l'amico Fausto Coppi. Valsasina aveva realizzato molte biciclette per Coppi, quando era il telaista della Bianchi, ed era molto scettico a riguardo di un esemplare probabilmente troppo diverso dallo standard in uso. Tuttavia, Cino voleva fortemente una bici innovativa, infatti, essendo le strade meno sconnesse di un tempo, pensò di irrigidire leggermente la forcella per aumentarne le prestazioni. Inclinando la testa della forcella, i foderi erano più corti, più rigidi e, oltre a ciò, la forma più aerodinamica. Inoltre, Cino aveva ideato un nuovo sistema di bloccaggio del reggisella. La vite di serraggio attraversava i posteriori saldati al collare e questo permetteva di allineare il punto di blocco con il centro del tubo verticale assicurando una presa più salda sul tubo reggisella. Cino voleva una maggiore elasticità delle congiunzioni nello snodo sella, nella scatola del movimento centrale e nella corona della forcella. Per questo, andò a Shaffusa e si rivolse a Georg Fischer che iniziò a produrre per Cinelli una serie di congiunzioni in ghisa sferoidale (meglio conosciuta come ghisa duttile). A Fausto Coppi la nuova bicicletta piacque molto e lo stesso Valsasina rimase particolarmente soddisfatto del risultato. Con tutta probabilità, possiamo dire che questa fu la prima vera Cinelli Super Corsa.

anni '50

Cinelli SC 1950 Cinelli

anni '60 (etichetta errata)

Speciale corsa 1960 Cinelli
Speciale Corsa 1970 Cinelli

anni '70

1959-60

In quest'epoca, Cinelli decide di sostituire le congiunzioni Malaguti "orecchie di lupo", utilizzate per il tubo frontale, con quelle realizzate dalla stessa Cinelli.

1963

Il 1963 è una data importante per l'evoluzione della nostra Supercorsa. Infatti, Cino Cinelli decide di sostituire i tubi del triangolo principale, fino ad allora forniti da Reynolds 531, con la serie SL di Columbus, già fornitore dei foderi posteriori e della forcella.

Sembra, da quanto si legge sui cataloghi del tempo, che su specifica richiesta poteva comunque essere possibile ordinare una Super Corsa con tubi Reynolds. (Difficile dire quante ne siano state realmente richieste).

50-60 Columbus

1965

Verso la metà degli anni 60, viene eliminata la porta oliatore presente sul lato superiore sinistro della scatola del movimento centrale. In seguito, verrà eliminato anche il foro di drenaggio sul fondo della scatola.

Entrambi i fori avevano una vite di chiusura.

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Cinelli Speciale Corsa

1968-69

Vengono introdotte le famose congiunzioni a tre fori,

in uso fino ai primi anni ottanta. L'interno dei fori veniva dipinto di rosso nelle bici con il classico telaio color argento e di bianco nei telai di altro colore, come l'azzurro o il bronzo. Anche il nero veniva saltuariamente usato per i telai color oro.

Viene abbassato il ponticello di ancoraggio della pinza freno per adattarsi meglio alla nuova produzione Campagnolo.

1970-71

I tre fori compaiono anche nelle congiunzioni della forcella.

Il passacavo Campagnolo viene saldato alla scatola del movimento centrale.

Scompaiono gli occhielli dai forcellini posteriori e anteriori per fissare i parafanghi.

Cinelli Supercorsa
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Con riferimento allo snodo sella realizzato in ghisa sferoidale dalle officine Georg Fischer di Schaffusa, si può notare che la particolarità di questa speciale ghisa duttile era quella di conferire una buona elasticità a vantaggio del tiraggio dei tubi. Tuttavia, il reggisella non poteva avere un serraggio ottimale. Valsasina, in accordo con Cinelli, decise di rinforzare l'imbocco del tubo verticale con una boccola da 0,5 mm. E' per questo motivo che la misura dei reggisella delle super corsa era di 26,2 mm e non 27,2 come per lo standard classico dei tubi Columbus SL.

NUMERI DI SERIE

Datare una Cinelli Super Corsa non è semplice e, certo, non è possibile farlo con assoluta precisione. Infatti, i numeri di serie non seguivano un ordine cronologico ma indicavano un progressivo di produzione che faceva riferimento a diversi fattori di cui si sono perse le informazioni.

Tuttavia, negli anni 70 siamo soliti trovare una corrispondenza tra la prima cifra e l'anno: 2238-1972 / 3294-1973 / 7218-1977. (ma vi sono eccezioni)

Dai primi anni 80 Cinelli adotta un nuovo sistema e le prime due cifre del seriale andranno ad indicare l'anno esatto di produzione.

STEMMI

Un'indicazione in aiuto per datare la bicicletta ci arriva dallo stemma frontale:

1947/53 - 55mm cloisonné (vetro colorato fuso)

su base in ottone argentato.​

1953/58 - 56mm smalto su base in ottone argentato.​

1958/71 - 51mm smalto su base in ottone argentato.​

1971/78 - Stemma in alluminio anodizzato.​

1978/79 - Decalcomania dello Stemma Cinelli. ​

Dal 1979 - Decalcomania del nuovo logo “Flying C".

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83520 > n. 520 / 1983